WeCreativez WhatsApp Support
Ciao, hai delle domande? Chiedimi qualsiasi cosa!
Ciao, come posso aiutarti?

Blog

Home>Blog

RICORDARSI DI ESSERE AL VOLANTE: LA METAFORA DEI PASSEGGERI SULL’AUTOBUS.

Giulio desidera licenziarsi. Sul posto di lavoro è continuamente in ansia. “Domani ho una presentazione da fare, farò una pessima figura lo so….ma perché hanno scelto me? Lo sanno che queste cose proprio non le so fare….”. Giulio crede che farà una pessima figura parlando in pubblico, crede di non essere bravo nel suo lavoro, parla di una serie di eventi fortuiti. Giulio PENSA e il suo pensiero, per lui, diviene la REALTA‘ dei fatti.

Così ci auto-sabotiamo….il nostro flusso di pensieri corrisponde per noi a realtà e l’evitamento esperenziale (l’indomani Giulio non si presenta a lavoro perché è influenzato) non fa altro che andare a confermare i nostri pensieri.

Siamo esseri umani e nel nostro repertorio di emozioni e pensieri ci sono anche quelli spiacevoli, quelli che ci provocano sofferenza. Più mettiamo in atto strategie per evitare la sofferenze e più, in un certo senso, entriamo in uno stato di profonda sofferenza perché rinunciamo ad agire. Una lotta perenne con noi stessi che ci immobilizza, che ci impedisce di progredire.

Steven Hayes, fondatore della “Acceptance and Commitment Therapy” (ACT) sostiene che spesso la sofferenza nasce e “cresce” perché rimaniamo intrappolati in un pensiero negativo e ci “fondiamo” con il contenuto di quel pensiero. Mentre invece dovremmo tenere saldamente la guida, come ci spiega bene la metafora dei “passeggeri sull’autobus” (Hayes et al., 1999):

“Immagina di essere l’autista di un autobus, su cui viaggiano diversi passeggeri.

Questi passeggeri sono i tuoi pensieri, emozioni, sensazioni, ricordi. Alcuni di questi sono brutti e spaventosi, vestiti da teppisti, e con dei minacciosi coltelli a serramanico.

Cosa accadrebbe se i passeggeri “brutti”, che si sono messi a sedere in fondo all’autobus, iniziassero a minacciarti, a intimarti di andare da una parte piuttosto che dall’altra e a gridare che se non fai ciò che dicono verranno lì da te?

Potresti metterti a litigare con loro, per cercare di farli scendere. Per far questo dovresti bloccare l’autobus, questo significherebbe smettere di andare nella direzione desiderata, e doversi fermare solo per cercare di discutere e di scacciare i passeggeri molesti.

Il problema è che si tratta di individui estremamente determinati, che non hanno nessuna intenzione di scendere dall’autobus.

Alla fine si potrebbe arrivare a una sorta di compromesso, in cui loro se ne stanno seduti in fondo, in modo che tu non sia obbligato ad averli davanti agli occhi, ma in cambio sei costretto ad andare nella direzione che vogliono loro.

E nel giro di poco tempo non c’è neanche più necessità che ti dicano esplicitamente dove girare e quali strade evitare: lo sai già, ancor prima che parlino o gridino, e così anticipi automaticamente le eventuali proteste e ti dirigi direttamente dove sai che i passeggeri molesti pretendono tu vada.

Anzi, con il passare del tempo puoi quasi convincerti che quella è esattamente la direzione che volevi prendere, che sì, era proprio lì che desideravi andare.

Sai in cosa consiste il potere che questi individui hanno su di te? Beh, è basato esclusivamente sulla seguente minaccia: se non fai come ti ordiniamo noi, veniamo lì e ti costringiamo a guardarci.

In realtà non c’è molto più di questo.

Anche se è vero che quando ti si parano dinanzi appaiono molto minacciosi e sembra che possano fare chissà cosa, con i loro coltelli e il loro aspetto da teppisti.

Ed è proprio per evitare che si avvicinino troppo che arrivi a fare quel patto estremamente svantaggioso per te, in cui ti muovi solo nelle direzioni imposte da loro, illudendoti magari con il passare del tempo che siano tue scelte.

Tu sei l’autista dell’autobus, ma finisci per cederne il controllo patteggiando segretamente con quegli odiosi passeggeri.

Sai qual è il paradosso? Che per cercare di tenere sotto controllo la situazione, in realtà hai perso totalmente il controllo del mezzo.

Vale la pena notare, però, che anche se quei loschi individui asseriscono di poterti distruggere se non vai dove ti intimano di dirigerti, questo non è mai successo nella realtà. Il potere che hanno è quello che tu conferisci loro credendo al valore di verità delle loro minacce.

La verità è che sei tu l’autista di quell’autobus.”

Condividi sui social:

Share on facebook
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email