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IL FIORE DENTRO: LA STORIA DI SOFIA E DEI SUOI TIC

Prendo in prestito il titolo di un programma mindfulness per bambini, “Il fiore dentro”, elaborato da Montano e Villani, per raccontarvi la storia di Sofia.

Sofia è una bimba di 7 anni anni, curiosa, obbediente, con un eccellente rendimento scolastico e sportivo. Ma Sofia ha dei tic. Tanti tic. La sera mentre guarda la tv si schiarisce continuamente la voce, dopo essersi vestita o mentre va a scuola si tira le spalle degli indumenti continuamente in avanti, e la cosa diventa talmente intensa e frequente che i genitori mi dicono “sembra un uccello che sbatte le ali”.

La storia di questi comportamenti, all’apparenza involontari, affonda le sue radici nel quarto anno di vita di Sofia, quando la bimba comincia a mangiarsi le unghie. La mamma le prova un po’ tutte, ma la bimba non desiste e anche questa modalità di comportamento, come quella degli altri “tic”, ha un andamento altalenante.

Propongo ai genitori un Parent Trainig, un intervento mediato, perché mi sembra un ottimo tentativo per lavorare in maniera indiretta ma molto più amplificata con la bimba, senza correre il rischio di andare ad alimentare la sua parte ansiosa.

La mamma e il papà di Sofia si mettono in gioco, mettono sul tavolo non solo la loro disponibilità ma anche e soprattutto le loro fragilità e le loro potenzialità, comprendendo perfettamente che il fine ultimo di tutte le nostre parole è il bene di Sofia.

Comprendono che per “eliminare” quei tic va capito in primis che sono un modo di comunicare di Sofia, che dietro quei comportamenti “fastidiosi” si nasconde spesso un MESSAGGIO, la comunicazione di un disagio che una bimba di 7 anni ha molta difficoltà ad esprimere e gestire.

Andando avanti nei nostri incontri, con i loro racconti, mi rendo conto che dentro Sofia c’è un “mondo che spinge per uscire”, la necessità di essere vista e riconosciuta. Si perché questo lo fanno non solo gli adulti ma anche i bambini, e quando lo fanno il messaggio non assume sempre la forma delicata e accettabile che noi vorremmo.

Ci concentriamo insieme ai genitori di Sofia sul momento della cena: è un momento estremamente confusionario ma non è questo il punto. Il punto è che è quasi l’unico momento della giornata durante il quale i genitori di Sofia, entrambi lavoratori a tempo pieno, e le loro bimbe si incontrano. Decidiamo quindi di “contrattare” con le bimbe di spegnere la tv durante la cena concedendo loro di vederla o subito prima o subito dopo. Sofia accetta e comincia così ad aprirsi un canale comunicativo tra la bimba e i suoi genitori che a mio parere rappresenta, e rappresenterà, l’estremo punto di forza del loro nucleo familiare.

Contemporaneamente lavoriamo insieme sull’osservazione del comportamento e sull’analisi funzionale, per capire se è possibile rintracciare la funzione che questi comportamenti hanno per la bambina. Lavoriamo tanto sull’ascolto attivo, che mi rendo conto essere la cosa più scontata da spiegare ma tra le più difficili da mettere in atto.

Il senso di tutto il lavoro è stato avere “NUOVI OCCHI”, guardare Sofia con una lente diversa, perché noi essere umani ci concentriamo sempre sul “difetto”, su ciò che non funziona o non è adeguato socialmente. Dobbiamo correggere il “difetto”, e strada facendo ci perdiamo l’unicità della persona, la sua bellezza, il suo “fiore dentro”.

I tic decrementano ma assumono altre “forme”, così decidiamo insieme di sottoporre Sofia ad una valutazione psicologica.

Sofia è una bimba PLUSDOTATA. È, per capirci, una bimba che ha delle capacità cognitive proprie di un’età molto superiore alla sua. Al di la del numero, che la “colloca” comunque in una fascia nella quale, per capacità intellettiva, troviamo solo il 2% della popolazione, dalla valutazione emerge CHI E’ Sofia.

Sofia è una bimba complicata, complicata nel senso che ha tantissimi colori. È una bimba in cui l’estrema abilità intellettiva porta a fare una serie di previsioni sugli accadimenti futuri che sfociano in ansia ogni qual volta le cose non vanno nella direzione prestabilita, ogni qual volta è necessario aspettare senza sapere come le cose andranno.

É una bimba in cui l’estrema capacità di astrazione porta a farsi domande veramente complesse sul senso della vita, sulla morte, sull’universo. Insomma uno spazio enorme e tanto difficile da gestire, soprattutto per una bimba di 7 anni che ha una capacità di governare le emozioni propria dei bimbi di quell’età.

La difficoltà enorme per questa bambina è “incanalare” la sua forza intellettiva, il suo potenziale, stare nel “qui ed ora”. Sofia ha “un fiore dentro” bellissimo ma delicato, che va alimentato e rispettato. Fortunatamente Sofia ha dei genitori coraggiosi.

Quando parliamo dei “genitori di oggi” generalizziamo e diamo per scontato molto. Troppo. Le dinamiche che muovono l’agire genitoriale sono molto complesse e difficilmente incasellabili. Io ho la FORTUNA di lavorare con i “genitori di oggi”, che mi arricchiscono continuamente, non solo a livello professionale.

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