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PLUSDOTAZIONE E ASINCRONIA DELLO SVILUPPO

L’asincronia dello sviluppo, sia interna che rispetto all’esterno, è la principale caratteristica dei bambini e ragazzi gifted. Non ve la spiego però, vi racconto una storia. La storia di Marco.

Fin da neonato, Marco sembrava avere un rapporto complicato con il sonno. Silvia, la madre, provava di tutto: abbassare le luci, ridurre i rumori, creare un ambiente rilassante. Ma più tentava di calmarlo, più Marco si agitava. Fu solo dopo molte notti insonni che capì: il suo bambino non cercava il silenzio, ma una stimolazione costante. Si addormentava solo con la musica in sottofondo, come se la sua mente avesse bisogno di qualcosa da seguire per potersi finalmente rilassare.

Questa irrequietezza si manifestò anche nei movimenti. A nove mesi, mentre altri bambini iniziavano a gattonare, Marco cercava già di alzarsi in piedi. Una notte, Silvia lo trovò aggrappato alle sbarre del lettino, deciso a scavalcarle. Non voleva aspettare il suo corpo: voleva camminare subito. Ogni caduta lo faceva infuriare, come se la sua mente fosse sempre un passo avanti rispetto alle sue capacità motorie.

Alla scuola dell’infanzia, le sue peculiarità divennero ancora più evidenti. Parlava in modo sorprendentemente ricco per la sua età, aveva imparato a leggere prima degli altri e faceva domande che spiazzavano gli adulti. “Perché il buio non ha un colore?”, chiese a tre anni, prima di addormentarsi. Eppure, nelle attività quotidiane mostrava difficoltà inaspettate: non riusciva a infilarsi i calzini, si dimenticava di lavarsi i denti e rifiutava di colorare dentro i margini perché “tanto il colore esiste anche fuori”.

Le maestre notarono il suo comportamento insolito: spesso si estraniava, giocava da solo e sembrava poco interessato ai coetanei. Anche se al parco, quando era con bambini più grandi, appariva sereno e coinvolto. A scuola, invece, alternava momenti di noia e frustrazione a crisi emotive difficili da gestire. Preoccupate, le insegnanti suggerirono ai genitori di intraprendere una valutazione psicologica.

Silvia e Andrea, pur non riconoscendo il loro bambino nella descrizione delle maestre, decisero di affidarsi a una professionista. Dopo un’attenta analisi, la psicologa fornì loro una risposta che cambiò tutto: Marco era un bambino plusdotato.

Fu allora che sentirono parlare per la prima volta di asincronia dello sviluppo. Marco aveva capacità in alcune aree che appartenevano a quelle dei ragazzi più grandi, mentre in altre procedeva come un bambino della sua età. Era come se dentro di lui convivessero più età diverse. Improvvisamente, tutto cominciò ad avere senso: il fatto che sapesse tutto sui dinosauri ma non riuscisse a chiudere lo zaino, che parlasse di ecosistemi complessi ma dimenticasse sempre il quaderno a casa, che cercasse la compagnia dei più grandi ma faticasse a gestire la frustrazione.

Silvia e Andrea capirono che non dovevano “correggere” Marco, ma accompagnarlo nel suo sviluppo senza forzature. Accettarono che il suo percorso fosse unico e non lineare, sostenendolo nei momenti di difficoltà senza sminuire mai i suoi punti di forza. E Marco, sentendosi finalmente compreso, smise di lottare contro se stesso. Non doveva adattarsi a un ritmo che non gli apparteneva: poteva crescere secondo i suoi tempi, nel modo che per lui era più naturale.

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