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PLUSDOTAZIONE E GENITORIALITA’: LA LETTERA DI VERONICA E GIACOMO

La scorsa settimana, in un mio articolo, vi avevo parlato dei genitori di Giorgia, Veronica e Giacomo. Giorgia è una bimba gifted, ma la valutazione psicodiagnostica che l’ha riguardata ha evidenziato solo le sue difficoltà, senza invece far cenno alla sua enorme potenzialità cognitiva.

Avevo chiesto a Giacomo e Veronica di scrivere una breve recensione per il mio sito, come faccio con tutti. Loro invece mi hanno risposto con questa bellissima lettera, che mi sento in dovere per riportarvi per svariati motivi. Soprattutto per farvi capire quale difficoltà affrontano molte volte le famiglie nelle quali è presente un bimbo plusdotato, cosa ha significato per loro il percorso di Parent Training fatto insieme, quanto costa a volte chiedere aiuto, anche se sembra la cosa più semplice da fare.

“Cara Dott. ssa Pistone,

la storia di Giorgia è una chiara e potente testimonianza di quanto, ancora oggi, ci sia ancora molto da imparare su ciò che, solo in apparenza, può sembrare semplicemente gestibile con il buon senso.

Dietro la superficie di ogni risposta emotiva (il mare crespo) spesso ignoriamo quanto siano profonde e complesse le cause che le generano (le correnti profonde).

A voi, formidabili precursori di una tematica ancora ai più sconosciuta, il compito di indicarci come immergerci in questa Fossa, con quali strumenti e a cosa stare attenti.

A noi genitori, cresciuti in un’era dove ancora non si pensava ci fossero tali profondità, il compito (arduo e immersivo come nel caso di Veronica e Giacomo) di prendere il coraggio che serve e andare fino in fondo. Ciò presume una piena consapevolezza dei ruoli e una forza di volontà che va oltre il semplice crescere dei figli: si tratta di mettersi in gioco in maniera costante e immersiva allo scopo di riuscire a decodificare quel mare in tempesta nelle profondità e imparare a muoversi senza esserne travolti. Ignorare che ci siano spazi che non conosciamo o, peggio, pensare di conoscere ogni aspetto della Fossa potrebbe portare, inevitabilmente, a non riuscire a capire mai quando contrastare le onde realmente o lasciarsi trascinare dal vento per osservare dove questo mare potrebbe portarci. E a lungo andare, tale presunzione non porterà altro che aumentare il rischio di “affogare” solo e semplicemente perché non è stato chiesto aiuto.

La professionalità e la totale dedizione che ha dedicato a me e mia moglie nello scorso passato ci ha aperto quella finestra che non sapevamo esistesse o che, più semplicemente, avevamo paura di aprire, su un mondo nuovo, delicato, sconosciuto e amorevolmente intricato.

Ora la Fossa non fa più paura e con tale consapevolezza, acquisita tramite le lunghe chiaccherate con Lei, affrontiamo ogni giorno con un altra prospettiva.

Lo dobbiamo a Lei, per l’eccezionale empatia che ha da subito messo in campo durante i nostri incontri. Lo dobbiamo a noi, che pur provando a gestire la mole di impegni e difficoltà che contraddistinguono i nostri giorni, abbiamo chiare in mente le priorità. Lo dobbiamo alla nostra “Giorgia”, per il bene suo e del futuro che l’aspetta, aiutandola a padroneggiare le sue emozioni alle quali agganciarsi per risalire a galla e respirare ogni volta che ne avrà bisogno.

Con una immensa stima.

Grazie ancora. Veronica e Giacomo”.

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